#unpodivita: un aiuto alle famiglie con bambini disabili per le attività extrascolastiche

Sta finendo l’estate e l’associazione La casa di sabbia rilancia il progetto #unpodivita con il quale abbiamo già sostenuto 36 settimane di centri estivi per i fratelli dei bambini disabili.

Questa volta prevediamo di sostenere nell’anno scolastico 2018/2019 al minimo 15 famiglie offrendo ai bambini le attività extra scolastiche preferite: sport, danza, lingue, musica o altro.

Sappiamo che dove c’è la disabilità le attività extra scolastiche non sono mai una priorità per le famiglie. Tra visite mediche e ricoveri fuori regione, logopedisti e fisioterapisti privati che spesso si pagano in aggiunta ai (pochi) servizi forniti dal Servizio Sanitario Nazionale è difficile sostenere anche la spesa per lo sport, l’accrescimento delle conoscenze o semplicemente per lo svago dei fratelli.

Aiuto alle famiglie con i bambini disabili gravi.

Questa volta chiediamo alle famiglie di indicarci anche le necessità di assistenza specializzata (infermiera) per alleggerire il carico assistenziale dei genitori e poter recuperare i momenti con i propri figli oppure anche da soli.

Desideriamo che ciò che facciamo sia al massimo personalizzato e rispondente ai bisogni della famiglia, quindi non esitate a scriverci tenendo comunque in mente che ciò che possiamo finanziare è legato al progetto #unpodivita.

Lasciamo alle famiglie il modulo di Google da compilare per essere ricontattati:
http://bit.ly/UnPoDiVita

Se conoscete qualche famiglia bisognosa segnalate la nostra iniziativa inviando il link a questo post.

Agnieszka Stokowiecka

2 Comments

  1. Buongiorno sono diletta sorella di due ragazzi sordomuti. .li seguo io ma vorrei che stessero anche con altre persone magari delle ore non tanto …così si distraggono un po e magari conoscono persone nuove perché loro si sono un po isolari con gli altri.. mi fate sapere se è possibile vi ringrazio

    1. Buongiorno,
      la nostra iniziativa #unpodivita è per i fratelli, ma se abita in Valle d’Aosta può chiamarci e proviamo ad aiutarla. Altrimenti, se abita in un’altra regione, dovrebbe sentire qualche associazione del territorio per vedere la possibilità di creare qualche iniziativa per i suoi fratelli oppure inserirli in un contesto già esistente. Un abbraccio. Agnieszka

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