Proposte di norme sulla casa per aiutare le famiglie con disabili

La casa per una famiglia con bambini o giovani adulti disabili ha un ruolo fondamentale. All’interno della casa si passa moltissimo tempo, nei casi più gravi anche l’intera giornata. La casa deve essere adeguata alle esigenze di queste famiglie che sono diverse e molto complesse.

Le nostre città si stanno adeguando all’eliminazione delle barriere architettoniche, ma purtroppo il mondo esterno è ancora un percorso ad ostacoli. Per questo motivo la casa deve essere un nido sicuro e confortevole.

Abbiamo iniziato a fare una ricognizione delle politiche esistenti nei vari paesi europei in merito alle agevolazioni concesse ai disabili sulla casa e sull’eliminazione delle barriere architettoniche, speriamo di finire presto questo lavoro e condividere i risultati.

In Italia per eliminare le barriere architettoniche esistono le detrazioni fiscali, una legge dello Stato che assegna dei contributi con i soliti problemi di finanziamento e disposizioni specifiche in alcune Regioni.

Adeguamento della propria casa alle esigenze del bambino disabile

A volte però l’adeguamento della propria casa alle esigenze della disabilità è tecnicamente o economicamente impossibile e le famiglie si vedono costrette a cercarne un’altra.

In questi casi ci si scontra con tantissime difficoltà perché la casa deve presentare alcune caratteristiche: essere priva di barriere, avere bagni adeguati, non essere lontana dalla zona dove la famiglia abita, i genitori lavorano e i bambini frequentano la scuola, ecc.

Accanto a queste difficoltà ce ne sono due per le quali lo Stato potrebbe fare qualcosa a costi molto bassi per le casse pubbliche.

Chiunque ha comprato una cassa sa che le imposte sull’acquisto della “prima casa” sono molto più basse di quelle per l’acquisto della seconda casa (potete consultare questa guida, scaricabile dal sito del governo, per avere maggiori informazioni: Guida per l’acquisto della casa).

Chi intende cambiare casa per poter avere le agevolazioni fiscali sulla prima casa deve cedere limmobile acquistato precedentemente con le stesse agevolazioni entro un anno dall’acquisto, pena il versamento all’Agenzia delle Entrate della differenza fra quanto versato al momento dell’acquisto e le imposte calcolate per le seconde casa. La differenza è alta, e può arrivare a diverse migliaia di euro.

Per le famiglie con disabili già la ricerca della casa è difficilissima e il termine di un anno per vendere la propria abitazione può diventare un problema. L’ingresso nella nuova casa spesso non è immediato perché non è improbabile dover fare qualche lavoro per eliminare barriere architettoniche e vendere una casa immediatamente libera è più facile che venderne una occupata ancora per qualche mese. Aggiungiamo il fatto che con l’attuale andamento del mercato immobiliare il rischio di vendere ad un prezzo basso, perché “costretti” per non perdere le agevolazioni fiscali è molto alto. 

Tasse sull’acquisto della casa

Per questo motivo invitiamo il Parlamento ad inserite nella prossima Legge di stabilità 2018 una norma per allungare ad almeno 3 anni il termine entro il quale vendere la prima casa per godere dell’imposta di registro agevolata (o della riduzione dell’IVA per gli acquisti da imprese di costruzione), nel caso in cui il cambio di abitazione derivi dall’impossibilità o eccessiva difficoltà ad adeguare la casa alle esigenze del disabile e della famiglia.

Non siamo tecnici esperti in materia ma è verosimile che l’impatto per le casse erariali è vicino allo zero, si tratta in buona sostanza di rinviare di qualche anno l’incasso di alcuni tributi. Per le famiglie in cerca di una casa dignitosa dove vivere serenamente con i propri famigliari invece la norma permetterebbe di pianificare con più tranquillità la vendita di un immobile, riducendo una possibile fonte di stress.

Garanzie per il mutuo

La seconda proposta riguarda invece la ricerca del finanziamento per l’acquisto di una casa. Come è facilmente immaginabile la disabilità che colpisce una famiglia comporta una riduzione del reddito o perlomeno ostacola tantissimo la ricerca di un lavoro meglio retribuito. E sono particolarmente colpiti lavoratori autonomi, artigiani, professionisti e tutti coloro che non hanno un reddito fisso.

In queste situazioni farsi concedere un mutuo ad un tasso vantaggioso diventa più complicato ed a volte il costo eccessivo dei mutui impedisce alla famiglia di avere una casa adatta alle proprie esigenze.

La questione non riguarda direttamente tutto il territorio nazionale, in quanto in alcune Regioni (ad esempio in Valle d’Aosta) i mutui agevolati previsti da norme regionali sono concessi anche alle famiglie che devono cambiare la casa per le esigenze derivanti dalla presenza di un disabile, ma sarebbe opportuno avere una politica statale in questo settore onde evitare eccessive disparità.

Proponiamo quindi di estendere il Fondo di Garanzia Mutui Prima casa gestito da CONSAP S.p.A. anche alle famiglie che si vedono costrette a cambiare l’attuale casa di proprietà per trovarne una più adatta al famigliare disabile. O istituire uno strumento simile in grado di fornire le stesse garanzie.

Proposte future

Il tema casa e disabilità lo toccheremo ancora perché le problematiche sono tante, ad esempio sarebbe utile istituire un fondo di solidarietà per evitare che famiglie colpite da disabilità (e quindi con riduzione del reddito) non riescano più a pagare le rate del mutuo con il rischio di pignoramento della casa.

Se avete altre questioni da segnalare sulle problematiche legate a casa non esitate a commentare oppure a scriverci. 

Agnieszka Stokowiecka

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