Iscrizione bambino con disabilità a scuola dell’infanzia

In questi giorni sono partite le iscrizioni a scuola. A tutti i genitori dei bambini disabili gravi, inclusi quelli con la nutrizione artificiale, ricordiamo che i loro figli hanno diritto di frequentare la scuola a tempo pieno.
Spesso i genitori iscrivono i figli a scuola con orario ridotto perché gli è stato detto che non ci sarà assistenza e quindi meglio se il bambino frequenta solo al mattino!

I bambini nutriti artificialmente spesso a scuola non prendo i pasti perché non c’è nessuna figura sanitaria che possa assisterli e le altre non possono o non vogliono (giustamente) prendersi la responsabilità di un compito che non spetta a loro, cosi vengono per poche ore e per il pasto tornano a casa dalla mamma.

No! È discriminatorio!

Iscrizione bambino con disabilità a scuola
Iscrizione bambino con disabilità a scuola

L’orario ridotto rimane una scelta esclusiva della famiglia, anche se a volte è fortemente consigliato dai medici che seguono il bambino. Gli orari ridotti, però, rischiano di compromettere il diritto di ogni bambino a ricevere pienamente l’istruzione che gli spetta.

Istruzione che si può anche ricevere a domicilio. Esistono, infatti, da tanto tempo norme in materia di istruzione domiciliare che possono (anzi devono) essere applicate a diversi casi di bambini con grave disabilità.

Decreto legislativo 67/2017 e l’istruzione domiciliare

Con il D. Lgs. n. 66/17 ci sono delle importanti novità, in tal senso. In passato l’istruzione domiciliare era, di fatto, legata a necessità di ricoveri ospedalieri lunghi, mentre la nuova norma è più vicina alle esigenze delle disabilità complesse e prevede, infatti che le istituzioni scolastiche, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, gli Enti locali e le aziende sanitarie locali, individuano azioni per garantire il diritto all’istruzione alle bambine e ai bambini, alle alunne e agli alunni, alle studentesse e agli studenti per i quali sia accertata l’impossibilità della frequenza scolastica per un periodo non inferiore a trenta giorni di lezione, anche non continuativi, a causa di gravi patologie certificate, anche attraverso progetti che possono avvalersi dell’uso delle nuove tecnologie.

Dall’esperienze vissute in giro per l’Italia sappiamo che far lavorare assieme scuola, aziende sanitarie ed enti locali è spesso molto complesso, a volte impossibile. Così come dovrebbero lavorare assieme tutte queste istituzioni per dare al bambino disabile tutta l’assistenza a domicilio necessaria.

Le istituzioni pubbliche sono perennemente in ritardo quando si tratta di applicare queste norme che mettono al centro la persona disabile, ma le norme esistono e ci sono gli strumenti per farle applicare, spesso ricorrendo alla giustizia come la famiglia di Roma che pochi mesi fa è stata costretta a rivolgersi al Tribunale per avere al proprio domicilio tutte le ore dell’insegnate di sostegno assegnate.

Sappiamo che ottenere l’applicazione di queste leggi per delle famiglie già vulnerabili è molto faticoso, ma il nostro consiglio è quello di non rinunciare a priori ai vostri diritti. Iscriviamo il bambino a tempo pieno, poi cerchiamo di costruire assieme un percorso individualizzato che sia il migliore possibile.

La sentenza di cui sopra è questa:  La scuola deve garantire l’istruzione domiciliare per tutte le ore di sostegno previste dal PEI (Tribunale Roma 17-4-2018). 

Agnieszka

Se vuoi approfondire la questione riguardante i bambini con la nutrizione a scuola leggi questo nostro post:

Bambini con peg a scuola: chiediamo delle regole per tutti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *