Google sa dove ti trovi, l’ambulanza deve chiedere informazioni

Alcuni anni fa ho notato che Google riesce ad individuare con molta precisione la posizione quando sono collegato ad una rete Wi-Fi, con GPS spento e magari pure scollegato dalla rete di telefonia mobile. Leggendo in Internet ho scoperto che la famosa auto di Google che ha girato quasi tutte le stradine di Europa e Nord America ha pensato bene di memorizzare la posizione delle reti Wi-Fi che incrociava lungo il percorso.

La centrale unica del soccorso della Valle d’Aosta, invece, non riesce a localizzare casa nostra. In almeno tre occasioni, infatti, i mezzi inviati dal 118 hanno avuto grosse difficoltà a trovare casa nostra. Spesso si sono dovuti fermare e chiamare per ricevere informazioni e in un’altra occasione non hanno percorso il tragitto più breve. Fortunatamente non si trattava di situazioni critiche e i 5/6 minuti di ritardo sono stati senza conseguenze.

Una piccola precisazione, tutte le telefonate sono state fatte dal telefono fisso, quindi da un luogo ben preciso.

Come sapete Hervé è stato dimesso dall’ospedale dopo la sua nascita con il regime di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Si tratta di un servizio, ritenuto essenziale dalle norme che regolano il Servizio sanitario in Italia, organizzato dalle Asl e che permette ai cittadini (malati cronici in primis) di essere assistiti a casa con programmi personalizzati, evitando il ricovero, in ospedale o in istituti.

Dopo la prima di queste esperienze avevo segnalato all’Azienda USL l’opportunità di mettere in piedi un sistema che permettesse alla Centrale Unica del Soccorso di disporre immediatamente delle coordinate dei pazienti che fruiscono del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata. Non sono un tecnico, ma pensavo ad un qualcosa che, non appena identificato il numero di telefono (almeno quello fisso) che effettua la chiamata come appartenente ad un paziente in ADI, inviasse subito al mezzo di soccorso le coordinate precise del luogo in cui solitamente si trova il paziente.

La stessa segnalazione l’abbiamo fatta alla Regione successivamente.

Ci hanno ringraziato per il suggerimento, ma nessuno ci ha mai detto se questa soluzione sia tecnologicamente fattibile (immagino di si, visto che Google lo fa con milioni di reti WI-Fi al mondo e i pazienti in questa situazione saranno al massimo alcune centinaia), economicamente sostenibile, se ritengono utile implementarle e se eventualmente sia già stata effettuata.

Per carità, non che siano tenuti formalmente a rispondere! Speriamo però di non avere la necessità di chiamare di nuovo il soccorso per verificarlo in prima persona.

Chiudo con una piccola domanda: in altre Regioni esiste un sistema simile?

One Comment

  1. La soluzione tecnica esiste ed è anche banale. Oltretutto, mi sembra che le coordinate siano usate anche dalla nostra centrale unica di soccorso per localizzare le persone che chiedono aiuto in montagna.
    Comunque, concordo che è sconvolgente che non abbiano un registro con le coordinate dei pazienti iscritti a programmi specifici.

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