Mercoledì scorso, a Palazzo regionale ad Aosta, abbiamo partecipato alla presentazione della bozza di disegno di legge quadro sulla disabilità in Valle d’Aosta e del percorso di sperimentazione dei progetti di vita per le persone con disabilità delineato con la DGR 1418/2025.
La legge, sulla carta, è un passo avanti importante: mette al centro diritti, dignità e un’idea di disabilità che non si “gestisce”, ma si accompagna con strumenti, sostegni e percorsi personalizzati.
Ma una legge bella non basta: la sfida vera sarà farla vivere.
Ad oggi non è ancora chiaro quali risorse verranno stanziate per renderla concreta. E soprattutto serviranno delibere applicative chiare e coerenti.
Per questo abbiamo chiesto se le associazioni continueranno a essere coinvolte anche nella fase di attuazione, come lo sono state nella scrittura della legge? Ci è stato detto di sì e noi speriamo vivamente che sia così.
Per la DGR 1418/2025, sulla quale abbiamo scritto alla Regione una lettera evidenziando alcuni passaggi non molto chiari che possono minare la sperimentazione e la successiva messa a regime dei progetti di vita in Valle d’Aosta. La Regione si è dichiarata aperta a eventuali modifiche. Su questo tema, insieme al Comitato 162 (che ha inviato a sua volta una lettera di osservazioni), invieremo proposte concrete.
Infine, sulla sperimentazione per il progetto di vita, è importante sottolineare che oggi in Valle d’Aosta ci sono più UVM (Unità di Valutazione Multidimensionale) sul territorio e non più una sola: questo dovrebbe rendere più celere il lavoro di elaborazione dei progetti per le persone con disabilità ed è già un buon risultato. Ma di quali progetti nello specifico parliamo e con quali contenuti?
Abbiamo chiesto anche noi, accodandoci alla richiesta del Coordinamento Disabilità Valle d’Aosta, al Dipartimento politiche sociali di condividere dati sui progetti non solo quantitativi, ma anche qualitativi: per far emergere alle famiglie che cosa contengono davvero i progetti di vita e quali sostegni, quali servizi, quali opportunità reali di inclusione sono già previsti per accompagnare nel corso della vita le persone con disabilità?
Crediamo fortemente che la sfida, infatti, non sia solo “avere un progetto” (con più UVM questo pare diventare possibile in tempi ragionevoli), ma avere un progetto rispondente a bisogni e aspirazioni, costruito con servizi, sostegni e opportunità capaci di fare la differenza. Soprattutto per le persone con disabilità gravissima (ora definite persone con necessità di sostegno intensivo), perché possano aspirare ad altro oltre a percorsi esclusivamente “dedicati” come i centri diurni.
Ma affinché questo accada serve anche la sensibilità del territorio e di tutti noi. Perché una persona con disabilità non resti chiusa nei luoghi dedicati, ma possa aprire le porte di altri spazi, di tutti i luoghi che chi non ha disabilità frequenta senza difficoltà, serve anche la società, e servono risorse economiche, perché l’inclusione ha dei costi.
In questi mesi alcune famiglie in Valle d’Aosta ci hanno contattato per dire che, per i loro figli con disabilità, non riescono a trovare un’attività sportiva extrascolastica. I ragazzini avrebbero bisogno di un supporto (anche non costante di un educatore) e di personale delle associazioni sportive formato sulle difficoltà dei ragazzi. Vengono rifiutati dagli sport di loro interesse perché, a detta delle associazioni sportive, “troppo impegnativi da gestire”.
Le persone con disabilità non sono pacchi da gestire, ma persone da supportare, con adeguati facilitatori (ausili, educatori, ecc.), per superare quante più barriere possibili. Noi speriamo che il percorso intrapreso, sia con la nuova legge regionale sia con i progetti di vita, possa dare loro risposte e includerli nei percorsi di tutti.
Allo stesso tempo, però, siamo consapevoli che la resistenza all’inclusione è ancora forte. Le risorse economiche sono necessarie, ma non bastano: serve anche un cambiamento culturale, lento e tenace, come una goccia che continua a scavare la roccia.
Noi continueremo sulla nostra strada: sensibilizzare, sostenere e lottare per un domani con tante porte aperte per tutti.
Se avete esperienze (positive o faticose) sul progetto di vita in Valle d’Aosta, scriveteci (anche tramite il modulo CONTATTI): ogni contributo è prezioso per capire come la Regione sta affrontando la riforma.