Due mesi in positivo, ma non per tutti

Nel mese di luglio abbiamo scritto una lettera all’Assessore regionale con la delega alle Politiche giovanili, Leonardo Lotto, per condividere alcune riflessioni sull’iniziativa regionale del servizio civile “Due mesi in positivo”, rivolta ai giovani tra i 16 e i 19 anni, e proporre alcuni miglioramenti in vista dell’edizione 2027.

Si tratta di un’iniziativa importante, che permette ai ragazzi e alle ragazze di vivere un’esperienza di servizio civile presso gli enti pubblici e privati del territorio regionale, conoscere nuove realtà e acquisire maggiori competenze e autonomia. Per alcuni giovani, soprattutto per quelli con disabilità, può rappresentare una delle pochissime occasioni estive di inclusione al di fuori della famiglia e dei percorsi abituali.

Sulla carta, l’iniziativa prevede anche posti riservati ai giovani con disabilità. Nella pratica, però, né gli enti ospitanti né, soprattutto, la Regione garantiscono la presenza del personale di supporto eventualmente necessario quando il giovane non è pienamente autonomo.

Anche un ente disponibile ad accogliere un giovane con disabilità che necessita di assistenza materiale deve quindi organizzare autonomamente questo supporto. Spesso, purtroppo, non disponendo delle risorse economiche necessarie perché, ricordiamolo, l’inclusione ha dei costi, non riesce a rendere possibile la partecipazione. Questa mancanza può incidere già sulla selezione e lasciare fuori proprio i ragazzi che avrebbero maggiore bisogno di questa opportunità.

Ci sembra inoltre difficile comprendere perché gli enti pubblici che partecipano al progetto, come i Comuni, non abbiano uno specifico obbligo di mettere a disposizione anche posti riservati ai giovani con disabilità.

Nella nostra lettera abbiamo proposto, tra le altre cose, risorse regionali per gli accomodamenti e i sostegni necessari, anche attraverso l’assistenza educativa o un tutoraggio rafforzato; colloqui di selezione accessibili e maggiormente trasparenti; una formazione specifica per chi seleziona e accompagna i ragazzi con disabilità; una maggiore responsabilizzazione degli enti pubblici, che, proprio perché più strutturati, dovrebbero essere maggiormente coinvolti nell’accoglienza di giovani con disabilità.

L’assessore Lotto ci ha risposto riconoscendo l’utilità delle nostre osservazioni e proponendo un incontro nel mese di settembre con gli uffici regionali competenti. Accogliamo positivamente questa disponibilità e ci presenteremo al confronto con proposte concrete, nella speranza che possa tradursi in miglioramenti effettivi già dall’edizione 2027.

Sappiamo che l’Assessore Leonardo Lotto ha ricevuto la delega alle Politiche giovanili soltanto nel mese di aprile, quando l’edizione 2026 era ormai già impostata. Non gli attribuiamo quindi la responsabilità delle scelte compiute per questa estate e apprezziamo la sua disponibilità al confronto.

Allo stesso tempo, riteniamo importante iniziare a parlarne pubblicamente. L’inclusione non può limitarsi alla previsione formale di alcuni posti: deve essere accompagnata dai sostegni necessari affinché quei posti siano davvero accessibili.

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